RETINOPATIA DIABETICA

Con il termine di  retinopatia diabetica si intende quella patologia oculare che si riscontra in soggetti affetti da  diabete mellito , in particolare del tipo 1 (insulino-dipendente). La possibilità di sviluppare danni alla retina e alle altre strutture oculari è circa venti volte maggiore nei soggetti affetti dalla patologia. Non è raro riscontrare nel corso di una visita oculistica ,con l’esame del fondo oculare ,emorragie ed essudati sulla retina ,senza che il paziente abbia coscienza di essere diabetico.  Pertanto la prevenzione mediante un esame periodico del fondo oculare può ridurre i danni e le complicanze.

NEI PRIMI STADI DELLA RETINOPATIA DIABETICA È NECESSARIO:

•      OSSERVAZIONE PERIODICA DEL FONDO OCULARE

•      MANTENIMENTO DEL COMPENSO GLICEMICO. Se la glicemia non viene mantenuta compensata nel tempo le terapie oculari avranno minore efficacia o risulteranno inefficaci.

·         LA DIAGNOSTICA MEDIANTE OCT e FLUOROANGIOGRAFIA L’OCT può essere eseguito spesso in quanto non invasivo mentre la fluoro angiografia si effettua con mezzo di contrasto, la fluoresceina, e va limitata ai casi di effettiva necessità.

·         Il TRATTAMENTO FOTOCOAGULATIVO ARGON LASER

Il trattamento laser si rende necessario quando alla periferia retinica iniziano a comparire aree di ischemia retinica che sono uno stimolo alla crescita di nuovi vasi estremamente dannosi.

Si procederà per bruciare completamente le aree di retina diventate ischemiche . Lo scopo della terapia laser è rallentare l’avanzamento della malattia, o, nei casi più fortunati e con miglior controllo del diabete, di bloccarla al punto in cui si trova. E’ questo che deve realisticamente attendersi il paziente.

·         L’EDEMA MACULARE CISTOIDE O  MACULOPATIA 

Del liquido(siero) si accumula nello spessore della parte centrale della retina (macula)

provocando un edema maculare e riducendo sensibilmente la visione

La terapia consiste in iniezioni intravitreali che vanno periodicamente ripetute per mantenere il visus  

·         LA PROLIFERAZIONE VITREO RETINICA  Nelle fasi avanzate si osservano neovasi che aggettano nel vitreo costituiscono una vera e propria impalcatura a queste membrane che vi si arrampicano come l’edera, mettendo però la retina in trazione, sollevandola fino a distaccarla.

La terapia di questa fasi non è più medica, né parachirurgica ma chirurgica.

La VITRECTOMIA, associata o meno a PEELING DELLE MAMBRANE EPIRETINICHE rappresenta una chirurgia sofisticate che elimina il vitreo ,distrugge le membrane epiretiniche nel tentativo di bloccare l’evoluzione della malattia che lasciata a se stessa porta al glaucoma vascolare ed alla cecità..


Retinopatia Diabetica
Test della griglia di Amsler

LE ROTTURE RETINICHE E IL DISTACCO DI RETINA

Un distacco di retina si puo’ prevenire in due modi:

·         con una corretta educazione del paziente

·          con il tempestivo trattamento delle lesioni retiniche regmatogene cioè “ a rischio” 

CONSIGLI UTILI

- NEL CASO DI FLASH,LAMPI DI LUCE, MIODESOPSIE CONSULTARE SUBITO L’OCULISTA .

- NEL CASO DI FAMILIARITA’PER IL DISTACCO SOTTOPORSI A CONTROLLI PERIODICI

Nella maggioranza dei casi un distacco retinico è preceduto dalla formazione di una rottura retinica. La rottura retinica è in genere causata dall’improvviso distacco del vitreo. Il distacco del vitreo è a sua volta preceduto spesso dalla percezione di lampi luminosi nel campo visivo.

Per questo, se si avvertono flash o lampi di luce improvvisi, è importante recarsi subito dall’oculista, che attraverso l’esame del fondo oculare potrà diagnosticare una rottura retinica, e possibilmente trattarla con laser , in modo da evitare un distacco di retina.

Tuttavia non sempre i flash luminosi significano un distacco di retina. Possono a volte essere percepiti in concomitanza di un episodio di emicrania oftalmica. Tuttavia in questo caso sono di solito percepiti in maniera bilaterale, cioè; da entrambi gli occhi contemporaneamente.

Inoltre non sempre la presenza di flash luminosi significa necessariamente una rottura retinica. Nel processo di distacco di vitreo, nonostante la percezione di lampi sia frequente, una rottura occorre all’incirca nel 10% dei casi.

Una rottura retinica sintomatica, accompagnata cioè da lampi di luce, se non trattata tempestivamente, comporta un alto rischio di sviluppare un distacco della retina.

Talvolta la rottura retinica NON è sintomatica, viene riscontrata casualmente dall’oculista, durante un esame di routine del fondo oculare, va tenuta sotto controllo o trattata ,malgrado sia a basso rischio di distacco.

La differenza tra le due forme è da ricercare nel vitreo. Nel primo caso il vitreo è attaccato al bordo della rottura (tirandola produce i sintomi luminosi) e tenendola aperta consente il passaggio dell’acqua al disotto della retina.

Nel secondo la retina non è sottoposta a trazione da parte del vitreo, e non rischia conseguentemente di staccarsi (e pertanto non produce sintomi).La valutazione del trattamento laser spetta all’oculista che valuterà l’occhio adelfo e lo stile di vita del paziente.

Per la prevenzione del distacco di retina è indispensabile l’esame periodico della retina periferica mediante esame biomicroscopico e il trattamento laser delle lesioni a rischio.

Il trattamento laser è in genere molto efficace nel prevenire un distacco retinico causato da una rottura sintomatica. E’ possibile a volte sbarrare anche veri e propri distacchi retinici se di piccole dimensioni. I rischi della procedura sono scarsi o nulli, se il laser è correttamente impiegato.

Grazie alla prevenzione l’incidenza del distacco di retina è diminuita ,ma quando avviene costituisce una vera e propria emergenza.

Distacco della Retina

Il distacco della  retina  è una condizione molto grave, che si verifica quando la membrana più interna dell' occhio  si stacca dai suoi tessuti di sostegno. Il distacco della retina può manifestarsi con la  visione di fasci luminosi (fotopsie)  e/o di  corpuscoli mobili (miodesopsie) , associata ad offuscamento e improvvisa e drammatica  riduzione della vista . Dal momento che la condizione induce alla perdita funzionale delle cellule retiniche coinvolte, senza un trattamento immediato potrebbe verificarsi una permanente cecità parziale o totale nell'occhio colpito.

·         A seconda della  patogenesi , si possono riscontrare tre tipologie di distacco della retina: Regmatogeno: l'evento iniziale consiste nel progressivo distacco del corpo vitreo Per vari motivi, questa massa gelatinosa si può contrarre, determinando una o più rotture retiniche.

·         Trazionale: il distacco retinico trazionale colpisce soprattutto i soggetti  diabetici  e può essere causato da lesione, infiammazione o neovascolarizzazione.

·         Essudativa: è caratterizzata da un accumulo di fluido vitreale nella zona sotto la retina, in assenza di lacerazioni o rotture della stessa. Il distacco essudativo rappresenta l'esito di una malattia della retina, disturbi infiammatori, eventi traumatici od anomalie vascolari.

Il distacco di retina è trattato come un'emergenza medica. Se l'intervento è immediato, il rischio di perdere definitivamente la vista nell'occhio colpito è minore.

 Sono disponibili diversi tipi di approcci chirurgici per trattare un distacco della retina. Questi includono:

  • Chirurgia laser e criopessia. La fotocoagulazione (laser) e il trattamento con sonda fredda (criopessia) possono correggere una rottura retinica di piccole dimensioni.
  • Pneumoretinopessia. Questa procedura può essere utilizzata se il distacco retinico è lieve e relativamente semplice da riparare.
  • Fibbia sclerale. L'intervento prevede il posizionamento di una banda elastica di silicone (fibbia) intorno al bulbo oculare, per comprimerlo leggermente.

Vitrectomia. Questa procedura, utilizzata in caso di insuccesso dei precedenti trattamenti, può essere raccomandata se il fluido vitreale sotto la retina è insolitamente denso.

MACULOPATIA E DEGENERAZIONE MACULARE

La  maculopatia è il danneggiamento della parte CENTRALE  della retina denominata macula.

SINTOMI: COME ACCORGERSI DELLA DEGENERAZIONE DELLA MACULA?

Test della griglia di Amsler

(Test della griglia di Amsler)



La degenerazione maculare senile o maculopatia non dà dolore. Anzi, inizialmente il problema visivo può non essere notato, perché l’occhio sano lavora anche per l’occhio affetto da maculopatia.


I primi sintomi di solito sono costituiti da distorsione delle immagini ( metamorfopsie), per cui gli oggetti appaiono deformati e/o rimpiccioliti. Se viene interessata la parte centrale della macula ( fovea), si percepisce una macchia scura centrale, in corrispondenza della zona dove la visione non è più possibile. Per esempio, osservando un orologio, si vedrà la sua sagoma ma non l’ora indicata.


Questa evoluzione può verificarsi rapidamente o nell’arco di mesi. Per questo è consigliabile eseguire spesso il test della griglia di Amsler per monitorare la propria visione. Un controllo oculistico almeno annuale è comunque utile.

esame OCT

L’esame con OCT costituisce la migliore indagine per diagnosticare la malattia precocemente e seguirne l’evoluzione.


Nella macula vi è la fovea area della retina dove vengono convogliate le immagini, permettendo di riconoscere gli oggetti e i colori, di leggere e di scrivere. Ciò spiega perché le malattie della macula hanno un immediato effetto negativo sulla funzione visiva.


Le cellule della macula si possono danneggiare, fenomeno che può verificarsi con l’avanzare dell’età, e viene chiamata  degenerazione maculare senile (Age-related Macular Degeneration, AMD). Può colpire,però,anche i giovani e, quando accade, è sotto forma di malattie, spesso ereditarie, dette distrofie maculari.


Nella sua forma classica la degenerazione maculare senile può essere di 2 tipi:  secca (atrofica) o  essudativa (neovascolare o disciforme).


·         La  maculopatia atrofica è la patologia più comune. La retina si assottiglia perché le cellule visive smettono di funzionare e scompaiono. Questa forma atrofica non è suscettibile di trattamento laser.


·         Nella  maculopatia essudativa compaiono dei vasi anomali che trasudano siero o sanguinano, stimolando poi la formazione di una cicatrice. La maculopatia essudativa può essere bloccata dal laser, ma solo se trattata precocemente, quando i vasi anomali da cui fuoriesce liquido non si trovano al centro della macula. I trattamenti laser possono essere ripetuti nel tempo nel caso di eventuali recidive.


La  degenerazione maculare senile tende a coinvolgere entrambi gli occhi, anche se in tempi diversi. Una volta insorta la malattia in un occhio, la probabilità di avere un coinvolgimento dell’occhio controlaterale è circa il 30% entro 5 anni.


Al momento non si conoscono né le cause della malattia né una cura definitiva, ma la ricerca continua.


Altra possibilità terapeutica è quella di effettuare cicli di iniezioni intravitreali sia di cortisone che di  farmaci   anti-VEGF il cui utilizzo permette di migliorare la visione danneggiata o di arrestarne il peggioramento, contrastando la crescita di nuovi vasi sanguigni a livello retinico.


 LA RETINITE PIGMENTOSA



Trattasi di malattie degenerative a carattere ereditario sulla cui etiologia si sta ancora studiando Sicuramente la genetica ha fatto passi da gigante , ma la terapia genetica  stenta ancora a decollare pertanto la prevenzione è sicuramente l’unica possibilità per evitare questa grave malattia.



Consigli utili :


  • Evitare il matrimonio tra consanguinei;
  • Fare una ricerca sui membri della famiglia;
  • Effettuare periodicamente visite oculistiche;
  • OCT- tomografia ottica a radiazione coerente per la macula e il nervo ottico;
  • Elettroretinogramma e Potenziali visivi Evocati;
  • Tono o pressione oculare;
  • Campo visivo;
  • Seguire le terapie consigliate dall’oculista.



Il campo visivo costituisce l’esame più semplice per diagnosticare e seguire la malattia:



La retinite pigmentosa è una malattia ereditaria che porta ad una progressiva perdita della vista dovuta a delle alterazioni geniche che interessano soprattutto i recettori. Le ricerche sono molto attive nel campo della retinite pigmentosa, ma molti risultati non sono ancora applicabili mentre per altri la sperimentazione comincia a dare dei risultati.


Riteniamo,per dovere scientifico, informarvi delle terapie ancora sperimentali :


Terapia genica per la retinite pigmentosa


Le alterazioni geniche all'origine della malattia sono numerose e complesse. Oltre cinquanta geni sono già stati identificati fra le cause della retinite pigmentosa. Sono già stati ottenuti dei risultati positivi in forme rare di retinite pigmentosa associata al gene RPE65.


QLT091001 per la Retinite pigmentosa


In certi casi di retinopatia pigmentosa dovuti a specifiche mutazioni genetiche, ed in certi casi di amaurosi congenita di Leber ,un prodotto somministrato per via orale il cis-retinoide sintetico ha portato in un gruppo di pazienti volontari ad un miglioramento del campo visivo del 22% ed un miglioramento della vista al 30° giorno della terapia.. 


Le cellule staminali rappresentano una vera speranza e si lavora da tempo . La ricerca stamina è stata interrotta con decreto ministeriale .Una nuova terapia proposta dal dott Lombardi mira a stimolare direttamente nei singoli organi le cellule staminali. Delle infiltrazioni vengono praticate nel tessuto adiposo con un “cocktail” di farmaci naturali, omeopatici. Ripetute  più volte hanno il fine di “risvegliare” le cellule staminali ed indurle a compiere quell’azione rigenerativa capace di agire sulla malattia. 


Vari studi hanno messo in  luce l’azione di citicolina nella sintesi dei fosfolipidi di membrana, metabolismo proteico, sul pattern neurotrasmettitoriale e sullo stato energetico della cellula. Ciò che è più importante in questi studi è l’intervento della citicolina nel meccanismo di riparo del DNA . Il danno sul DNA rappresenta anche l’origine della retinite pigmentosa e di tutte le altre malattie degenerative . 


Diversi e recenti studi riportano che la citicolina determina un miglioramento delle funzioni visive sia nei soggetti sani che soprattutto nei soggetti affetti da glaucoma e ambliopia suggerendo quindi che questa sostanza sia un fattore neurotrofico nei confronti del nervo ottico e delle cellule retiniche.

Strumento visione retinite pigmentosa
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